sabato 20 novembre 2010

IL LIBRO DEL MESE (NOV2010)

Eccoci di nuovo qua. Anche se di corsa e con un po' di affanno sono comunque riuscito a mettere insieme le informazioni per l'ormai famigerata rubrica mensile.
Oggi quindi vi racconterò di "Piccoli Suicidi tra Amici" di Arto Paasilinna: anche in questo caso si tratta di un inno alla bellezza di vivere cantato attraverso le peripezie di un gruppo di "strani personaggi" che attraversano la Finlandia su un super mega pulmann con l'intento di effettuare un suicidio di massa. Ma partiamo dall'inizio: due persone (un colonnello ed un imprenditore con più fallimenti alle spalle che successi) si trovano casualmente a scegliere lo stesso luogo sperduto nella campagna finlandese per porre fine alla loro vita. Chiaro che il gesto estremo viene evitato per un pelo e da questo fatto decidono di organizzare una specie di "convention" di aspiranti suicidi. Incredibilmente si presentano all'appuntamento un numero impressionante di persone che non trovano più interesse nella vita decidendo quindi di scegliere un modo comune per un suicidio collettivo.
Non sarà una cosa facile riuscire a portare a compimento l'impresa (e, naturalmente, non ci riusciranno...) ma quello che il libro racconta è proprio il tentativo di esorcizzare la morte con il suo contrappunto naturale: la vita. Lo stesso autore fa dire ad uno dei suoi protagonisti ... si può scherzare con la morte, ma con la vita no.
E attraversando mezza Europa, dall'estremo Capo Nord fino alla punta più lontana dell'Algarve, e raccontando le paure, le speranze (incredibile! anche le speranze in un gruppo di aspiranti suicidi!!!), i legami persi e poi ritrovati durante il viaggio, il tutto condito con una buona dose di ironia nordica, il gruppo pressoché compatto si ritroverà a capire quanto bello è importante sia lo stare con gli altri e quindi quanta bellezza ci possa essere anche in quello che quotidianamente si fa.
Buona lettura e al mese prossimo!

sabato 6 novembre 2010

ANTICA VIA VALERIANA

In previsione dell'ennesima domenica di pioggia, abbiamo deciso un'altra volta di muoverci di sabato. La "meta della nostra gita" stavolta si è orientata verso l'Antica Strada Valeriana: un trekking leggero cioè che percorre tutta la sponda bresciana del lago d'Iseo da Pilzone d'Iseo a Pisogne. La tipologia del percorso mi ha ricordato il "Sentiero del Viandante", percorso anche questo che costeggia il lago di Lecco da Lecco a Colico, anche se in questo caso la Via Valeriana risulta meno faticosa (visti i dislivelli e le quote più basse) anche se altrettanto (se non di più) ricca di bellezze paesaggistiche.Inoltre, siamo capitati nel periodo della raccolta delle olive e quindi ci siamo gustati anche i locali al lavoro lungo il sentiero.
Arrivati a Pilzone e mollata lì la macchina ci siamo quindi messi in viaggio verso uno dei paesini del percorso, senza darci una meta finale precisa.
La camminata non è fattibile in una giornata unica (il percorso completo è pari a circa 24 km; noi ne abbiamo fatti "solo" poco più di 6 in andata e altrettanti al ritorno...) ma può essere divisa tranquillamente in due/tre tratti. Quindi ci siamo goduti la passeggiata tranquilla circondati da ulivi, noci e castagni e accompagnati dai paesaggi del lago d'Iseo sempre al nostro fianco (vedere le foto sull'album per credere...) e da numerose chiesette (Il Dorico si chiederà quante e quali ma lascio a lui il gusto della ricerca...) fino a quando i morsi della fame non si sono fatti sentire e quindi.... GAMBE sotto il tavolo e mangiata in compagnia! (Uuuuuuuuuh che bontà però quelle pappardelle ai funghi porcini!!!) Quale miglior modo per concludere la gita? Sazi e contenti (anche se il vino della casa non era certo tra i migliori assaggiati... ma come dice Hugo, ...dopo il terzo bicchiere, tutti i vini diventano buoni...), siamo rientrati alla base rifacendo a ritroso il percorso. Tutto molto bello: il gruppo fantastico, le risate, gli incontri coi locali, il tempo (alla fine ha fatto capolino anche un sole caldo che ha dato ancor più colore all'autunno del posto) e il cibo ci hanno fatto trascorrere una ennesima giornata piacevolissima! Tutte le foto, al solito, sull'album linkato! Per dettagli più "tennnnici" ed autorevoli sull'Antica Via Valeriana, potete guardare il link del Comune di Iseo). Alla prossima!

giovedì 4 novembre 2010

YELLOWJACKETS AL BLUE NOTE

Che spettacolo!!!
In questa serata novembrina, altro concerto spettacolare; dopo aver visto il mese scorso gli Spyro Gyra, questa volta sono di scena gli Yellowjackets (altra jazz band "storica" nata, mi pare, nel 1977). La foto "rubata" alla fine dello spettacolo raffigura il quartetto componente il gruppo: Russell Ferrante (tastiere), Bob Mintzer (sax), Jimmy Haslip (basso) e William Kennedy (batteria). Serata all'insegna quindi dei virtuosismi musicali (indimenticabile la "danza" delle dita di Jimmy Haslip sulla tastiera del suo basso chitarra con impugnatura mancina...) e poi l'assolo di batteria e anche del piano e il sax a condire l'insieme.... Semplicemente favoloso! ...E poi il cameriere (poco prima dello spettacolo) mi ha chiesto... Dottore, possono sedersi con lei questi signori dato che Lei è da solo?... Ammetto di essermi guardato attorno per capire se esattamente si stesse rivolgendo a me...... Insomma, un gran bel concerto in un gran bel posto. Peccato per i non milanesi non poterlo apprezzare e peccato per tutti dato che questo era l'ultimo concerto a Milano degli Yellowjackets (domani saranno a Foggia e poi rientrerenno negli USA). Alla prossima ! (16 novembre, Lee Ritenour...chitarrista stratosferico!)

martedì 2 novembre 2010

MONOPOLI

Dalla Val Sassina (in quel di Lecco) ....

..a Salò (in quel di Brescia)....

... SI GIOCA A MONOPOLI!!!

sabato 30 ottobre 2010

SALO' e LA VALLE DELLE CARTIERE

In considerazione del fatto che le condizioni meteo sembravano essere nefauste o infauste, abbiamo deciso per una gitarella sul lago di Garda prima (a Salò per la precisione) e quindi una passeggiatina nella Valle delle Cartiere (sempre lì vicino... ma a dopo per i dettagli). Arrivati a Salò in tarda mattinata, la situazione meteo non sembrava così nefanda come preventivato ma in realtà ci siamo ritrovati con una giornata di fine ottobre semplicemente splendida, calda e soleggiata tanto da permetterci il pranzo all'aperto in maglietta! (lo so, lo so.... ho la pancetta del cumenda.... sgrunt! non c'era bisogno di notarlo!!!). Lasciata Salò con la panza piena, abbiamo continuato risalendo la Gardesana e sfiorando il Vittoriale a Gardone Riviera (che non abbiamo visitato ma che potrà essere meta di una prossima gita...), dirigendoci a Toscolano Maderno dove inizia la Valle delle Cartiere (chi è interessato può vedersi il sito ufficiale della fondazione).
In questa valle ci sono i resti delle "industrie" che sin dal XIII secolo producevano carta di ottima qualità dagli stracci. Inutile dire che il percorso lungo la valle, oltre a dare informazioni storico/culturali/geografiche ecc. ecc., è spettacolare sia per i colori della fauna, della montagna e dell'acqua del torrente, sia per i "reperti" industriali presenti. Insomma uno spettacolo da non perdere per chi si trova in zona (si tratta poi di un'oretta di cammino senza sforzo) e abbinabile ad una puntatina gastronomica della sponda occidentale del lago di Garda.
Le foto complete, al solito, sul link dell'album relativo. Alla prossima!

domenica 24 ottobre 2010

CASTAGNATA A SAN GIUSEPPE

In attesa della pioggia (che non è arrivata...), ci siamo decisi per un'uscita breve breve nei dintorni a raccogliere un po' di castagne (i miei "maroni" mi erano già caduti pesantemente durante la settimana passata...).
Quindi ben forniti di sacchetti e zainetto contenitore ci siamo portati appena sopra Brescia dove rimanendo tranquilli sul sentiero siamo riusciti a raccogliere ben 3,5 kg di castagne!!! Marroni ... niente. Come d'altra parte la pioggia, paventata, ma mai arrivata. Una sgambatella tranquilla quindi, le cui foto al solito sull'album relativo. Alla prossima!

mercoledì 20 ottobre 2010

IL LIBRO DEL MESE (OTT2010)

Ed eccomi qua! Anche questo mese cercherò di raccontare qualcosa attraverso un libro che ho letto. Stavolta parliamo di “I terribili segreti di Maxwell Sim” di Jonathan Coe. In questo libro, l’autore si può dire che riprenda il discorso iniziato tanti anni fa con “La famiglia Winshaw” parlando dei temi a lui più cari: i rapporti personali, quelli interpersonali e quelli con l’ambiente e la società che lo circonda (e che ci circonda).
La storia racconta di Maxwell Sim (che nome però…) che alla soglia dei 50 anni sta attraversando un periodo nerissimo. Divorziato da poco, incapace di comunicare sia col padre che con la figlia adolescente e con il resto dell’umanità, capisce che nonostante i suoi settantaquattro amici su Facebook non ha nessuno al mondo con cui condividere i suoi problemi.
Coinvolto da un vecchio amico (amico?), decide di cambiare ed immergersi in un nuovo lavoro come “rappresentante” di una ditta di spazzolini ecocompatibili. La campagna pubblicitaria prevede il lancio simultaneo nelle 4 direzioni cardinali della Gran Bretagna e a Maxwell toccano le Isole Shetland.
Parte quindi a bordo di una fiammante ed ecologica Toyota Prius accompagnato nel viaggio dalla voce sensuale di Emma: il navigatore satellitare di cui è dotata l’auto.
Il viaggio “geografico” però si trasforma ben presto in un viaggio interiore attraverso l’incontro con personaggi appartenenti, direttamente o per interposta persona, al suo passato. Comincia quindi un viaggio “picaresco” di Maxwell che, grazie anche all’aiuto del suo io interiore (Emma) gli farà scoprire i suoi più “terribili segreti”. Non voglio svelare il finale per non togliere il gusto della lettura del romanzo… In ogni caso, Coe riesce anche in questo libro a scavare dentro di noi ma senza perdere comunque la speranza, come già ne La banda dei brocchi o ne La pioggia prima che cada o anche in Circolo chiuso, in qualcosa di meglio che ci aspetta più avanti nel tempo e nello spazio.
Buona lettura e al mese prossimo!

domenica 10 ottobre 2010

CANZO CIVATE... DI NUOVO!

...E allora SI'!!!! Anche quest'anno siamo riusciti a fare la classicissima di primavera o autunno (a seconda di chi legge....).
Causa anche le defezioni dell'ultimo momento (influenze e/o stanchezze varie e/o disagi logistici...) siamo solo in tre a partire all'alba col trenino delle Nord per raggiungere il primo step della "classicissima": la pasticceria di Canzo. Espletata la briosche di rito (sempre buona...) e azionati tutti i miei ammennicoli tennnologgggici partiamo di buona lena (si fa per dire...) in direzione Gajum. L'idea è sempre quella di rifare il giro dell'anno scorso ma sembra che sia io che Il Dorico (unici partecipanti lo scorso anno) non ci troviamo d'accordo sul percorso fatto. Ma comunque sia, arriviamo all'inizio del Sentiero Geologico e qui la prima brutta sorpresa: il rifugio Consiglieri (dove non riusciamo mai a mangiare perchè si sbafano sempre tutto prima del nostro arrivo) è chiuso! Poco male... tanto abbiamo i panini di scorta e poi appunto non arrivavamo mai ad assaggiare le prelibatezze del rifugio...
E allora via! Saliamo allora verso la Terz'Alpe e da lì all'Alpe Alto dove ci fermiamo a mangiare all'ex "Studio Zeta" (si veda un'altra uscita dei Curiosandi very long time ago...) cercando di mantenere nel sentiero la piccola esploratrice Giordana che nonostante le raccomandazioni degli esperti montanari si voleva fiondare nel retrobosco alla ricerca di funghi e castagne.
Finalmente raggiungiamo il valico e da lì ci si apre tutta la vista verso il lago di Lecco.Pensiamo alloara di affrontare l'ascesa al Monte Rai ma sia il tempo non eccelso che il vento freddino che soffia imperturbabile ci sconsigliano l'impresa. Preferiamo quindi ridirigerci verso S.Pietro scendendo dall'impervio sentiero spaccagambe... FATICA!!!! Arrivati al santuario, breve fugace visita a S.Pietro e allontanamento repentino prima che la disputa tra le guide locali sulla paternità della stazione di Civate (no, Galbiate! no, Civate!) ci coinvolga più del dovuto (e pensare che il tutto era nato da una domandina semplice semplice sul tempo di percorrenza S.Pietro-Civate...). Di corsa a Civate quindi per l'ultima prova della giornata: l'attraversamento della statale!!! Salvi finalmente sull'altra sponda della statale, riprendiamo il caro e buon vecchio "ciuff ciuff" a gasolio per il rientro in città. ADORO L'ODORE DI GASOLIO ALLA SERA IN BRIANZA!!!
Bella gita, tante risate al solito e alcune novità: sul percorso abbiamo trovato molti cartelli nuovi che spiegavano le origine geologiche delle diverse parti del Parco del Sasso di Malascarpa, molti funghi (sarà la stagione???), alcuni gitanti "simpaticoni" e altre ridicole amenità che naturalmente ora non mi ricordo e che ...per brevità non trascrivo.... Le foto di rito, al solito, sull'Album. Last-bat-not-list, altri commenti "in calce" sul blog del Dorico. Alla prossima!
Un'ultimissima annotazione tecnica: questo è il post n. 100! Meglio di così....

giovedì 7 ottobre 2010

PIZZA AUTUNNALE

Seratina tranquilla con pizzata tra amici non nella solita pizzeria in calce ma in un'altra nelle vicinanze... giusto per cambiare.
Alla serata di gala erano comunque presenti il prode MariettoNostro direttamente dalla trasferta triestina, il GrandeChenio, LaProf (reduce anch'essa da una trasferta umbra annuale...), AleCremo (in partenza per il uicchend gastronomico in Val Chiavenna ed Engadina (niente Vallese e Grigioni...) e naturalmente il sottoscritto.
La partenza al tavolo è stata bruciante con la rottura di un bicchiere mentre si addentava un grissino (...?) e con lo stupore delle dimensioni del calice di birra (parlare di pinta o mezza pinta mi sembra proprio un eufemismo....).
Comunque sia, pizza e birra non eccezionali ma mangiabili e compagnia al solito al di sopra di tutto. Alla prossima!
Il Dorico e LaProf

domenica 3 ottobre 2010

SANTUARIO DI CONCHE (BS)

Passeggiatina tranquilla giust'appunto per scaricare le tensioni settimanali in una camminata all'insegna del "non fatichiamo troppo.... ". La giornata è uggiosetta ma nonostante l'elevato tasso di umidità decidiamo di andare al Santuario di Conche (dove ci aspetta la consueta mangiata...) visto che non sembra ci sia minaccia di pioggia.
Il percorso è facile (partenza da circa 850 m e arrivo attorno a 1100 m) e in un'oretta circa arriviamo senza patemi al Santuario. Qui proviamo a vedere se il panorama ci offre qualche spettacolo ma a parte un alpino infreddolito, non riusciamo a vedere assolutamente nulla. Peccato, mi dicono che nelle giornate limpide si riesca a vedere fino al lago di Garda....
Comunque sia non ci perdiamo d'animo! Decidiamo di abbandonare temporaneamente il Santuario (anche perché si stava riempiendo di ragazzini degli oratori dei paesi a valle con in aggiunta uno stuolo di boy-scout che infestavano la spianata) e dirigerci verso l'Eremo di "non-mi-ricordo-più-chi"(S.Giorgio?) sperando in un temporaneo miglioramento del tempo (che in realtà non avviene) ed in un panorama migliore (che naturalmente non c'è)...
Anche in questo caso la passeggiatina nei boschi di castagni è piacevole e non faticosa ma...... abbiamo un orario da rispettare! Al santuario infatti servono il pranzo alle 12 in punto (guai ai ritardatari!) su tavolate comuni e noi non possiamo certo mancare all'appuntamento più importante della giornata!
Ad un certo punto quindi, con un bel dietro-front repentino rientriamo al Santuario dove, gambe sotto al tavolo, ci gustiamo delle mezze penne al ragù (ottimo quest'ultimo...), una salamella (peccato solo una...) corredata da fagioli e cotiche, vino rosso sul tavolo e caffè della casa (già zuccherrato e servito da una grossa cuccuma in acciaio...).
Una volta rifocillati, lasciamo che le gambe riprendano la via della discesa per riportarci alla macchina e di lì a casa. Tutto piacevolissimo, peccato il tempo che non ci ha permesso di stravaccarci sul prato per perpetrare l'atto finale digestivo... Da rifare comunque quando il cielo sarà più propenso a mostrarci il paesaggio circostante. Le foto di rito,al solito, sull'album; i saluti e i ringraziamenti al gruppo per la splendida compagnia come sempre "in calce"... Alla prossima!