mercoledì 15 agosto 2018

VACANZE CHE PASSIONE... SELVA DI CADORE

Finalmente si va in vacanza...!
Anche quest'anno puntiamo alla montagna ma invece dell'ormai consolidato Trentino Alto-Adige proviamo a vedere come sono le Dolomiti Bellunesi.
E quindi... da Selva Val Gardena dell'anno scorso a Selva di Cadore quest'anno! Inoltre, squadra che vince non si cambia e perciò anche quest'anno ci fanno compagnia Stefano, Roby e la Minnie.


Poi siamo riusciti a fare poco più di una settimana e quindi ci siamo tenuti più lontani dalla calura cittadina e ci siamo rilassati con un numero maggiore di passeggiate.
Tempo bello nonostante qualche pioggerellina nei pomeriggi (ed un paio di acquazzoni... ma si sa, l'uomo non è solubile e quindi si può sopportare).
Non abbiamo sfruttato i rifugi con pranzi luculliani come nelle vacanze passate (colpa anche della colazione buona e abbondante e i panini al seguito che ci facevamo...) ma abbiamo poi pareggiato il conto con delle cene a prezzo fisso (concordato col gestore dell'hotel) che ci hanno ripagato delle fatiche giornaliere (e che hanno ripristinato il giro vita finale...).

Le passeggiate in montagna sono state sia tranquille che impegnative (nonostante la mia caviglia che ancora non era a posto) soprattutto in termini di lunghezza più che di dislivello.

Sul viaggio di ritorno poi primo stop alla diga del Vajont…(no, non abbiamo incontrato Mauro Corona…) fa sempre effetto vederla integra e vedere Longarone adesso…


e sempre nel ritorno breve stop al paese di Sarmede che è un paesino addobbato di murales

e dove ha vissuto per molti anni (fino alla sua morte) Stepan Zavrel e dove fanno annualmente una mostra.
Paesaggi quindi spettacolari, fiori, marmotte, nuvole e foto un po' belle e un po' meno. Giudicate voi.


Il link all'album completo è questo dove potete vedervi tutte le n-mila foto... (sono solo poco meno di 800, suvvia)!
Alla prossima!!!


giovedì 2 agosto 2018

sabato 28 luglio 2018

MANIVA... LA VENDETTA!

In previsione delle vacanze "lunghe" e per mettere alla prova la caviglia disastrata, torniamo appunto sul luogo del delitto (dove fece crack la caviglia il mese scorso...) per riprovare a fare il giro panoramico ad anello.
Stavolta poi si sono aggiunti Patrick e Marisa a rendere maggiormente cospicua la combriccola, ma nonostante tutto, sono riuscito a far sbagliare per ben due volte la scelta del sentiero stancando e sfiancando tutti noi (soprattutto Marisa, poco allenata effettivamente e io ancora con caviglietta dolorante...)

Alla fine siamo comunque riusciti a fare la solita decina di km, a non arrivare alle cascate (Patrick ci voleva arrivare... forse per farsi una doccia rinfrescante),  prendere comunque l'acqua del temporale pomeridiano... e a non chiudere l'anello (vedi traccia del percorso...)! ! !
E mentre attendevamo sotto un furioso temporale (ma al sicuro nel ristorante del giogo del Maniva) 
se rientrare nella calura cittadina o rimanere ancora al fresco, optiamo poi per la "canonica" pizza ad Anfo.

Ergo, ci si rimette in macchina e giù! Via verso Bagolino e il lago. Arrivati ad Anfo però, la solita pizzeria ci diceva che causa temporale non poteva utilizzare i tavoli all'esterno e che quindi essendo tutto prenotato non poteva "sfamarci".
Con la coda tra le gambe allora siamo andati a Idro dove l'altra solita pizzeria vista lago con nuova gestione ci ha permesso di rifocillarci.
La cosa curiosa comunque, è che i nuovi gestori di questa pizzeria sono quelli che avevano in gestione una pizzeria da asporto a Bovezzo da cui noi ci servivamo abitualmente!!! Ritorno quindi alle origini (quasi...). Peccato per la pizza al bagoss... sarà per un'altra volta.
Le foto come al solito, le trovate qui! Alla prossima!!!  
  

giovedì 19 luglio 2018

PER NON DIMENTICARE...


«Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri».
PAOLO BORSELLINO

domenica 8 luglio 2018

GIUGNO: RIEPILOGO

Con colpevole ritardo riassumo brevemente le attività e le uscite fatte in giugno in attesa delle agognate ferie estive.
Dopo il Crac in Maniva (già raccontato nel post precedente) e dopo una breve "pausa di riflessione" aspettando che la caviglia si sgonfiasse un po', il 10 giugno ci siamo regalati una domenica a Serle per un salutare  picnic con annessa piccolissima sgambata claudicante.
Una volta arrivati in Cariadeghe quindi ci siamo schiantati su un prato per goderci i nostri beneamati panozzi... breve ristoro con visita ai rospi (specie protetta qua) che popolano le pozze della zona
"Selfie..."
E poi via alla volta del Monastero di S.Bartolomeo per una visita "culturale" (vedi link Itinerari bresciani) dove ci siamo anche "gustati" la presentazione di un giallo a sfondo medievale scritto da un giornalista / scrittore locale (e che Marisa ha contribuito ad arricchire comprando l'ultima opera regalandomi una copia per il mio compleanno... da leggere ancora...). 

Un po' di problemi durante la salita al monte ma alla fine tutto ok. Qui le foto della giornata.
La settimana successiva, il 17 giugno, altra passeggiatina tranquilla a Ome dove siamo tornati a visitare il giardino botanico delle conifere (Album Ome). Terminato il breve giro, ho lasciato che Giordana e Patrick si avventurassero alla ricerca della cascata (che hanno trovato) lasciando me e Marisa in attesa del loro rientro.
Il 23 giugno, niente camminate, solo mangiate! Osteria del Somarino in quel di Nistisino (dove eravamo stati con Horst a settembre scorso) e via di manzo all'olio (io) e brasato+taragna (Giordana). Più naturalmente la splendida compagnia dei proprietari che ci hanno tenuto compagnia prima, durante e dopo il pranzo.
Di seguito, il giorno dopo (24 giugno) decidiamo per una gita tranquilla ma un po' più impegnativa per la mia caviglia e quindi con Nunzia e Giordana siamo saliti da Cislano al rifugio Croce di Marone (dove eravamo già stati con il gruppo qualche anno fa) e nonostante i panini ci siamo fermati a mangiare al rifugio (un'altra volta insoddisfatti comunque...).

salita e discesa dal tenore botanico: Nunzia cercava non-mi-ricordo-più-quale pianta da raccogliere ma in compenso ci siamo goduti un bel po' di fiori e un sacco di fragoline di bosco (che poi Giordana si è gustata a casa con lo yogurt). 
Bel Barometro a corda nella casa vacanze vicino al rifugio... molto esplicativa...

La caviglia (ormai quasi del tutto sgonfiata) non mi ha dato problemi anche se alla fine ero abbastanza "provato" dal giro. Qua le foto della giornata.
Ultima uscita, il 30 giugno chiudiamo il mese con un giretto a Pezzaze per vedere il Sentiero dei Carbonai. Doveva essere una gita da scolaresca ma non credo che dei bambini delle elementari possano avventurarsi lungo quel sentiero. Non perché fosse particolarmente impervio, ma le salite e discese continue che c'erano non credo possano essere facilmente gestite con una scolaresca.
In ogni caso, molto interessante con cartelli molto esplicativi. Siamo arrivati fino alla sorgente del rio

per poi perdere clamorosamente il prosieguo del sentiero che in teoria avrebbe dovuto portarci dopo circa un'ora di cammino ad una "imponente" cascata (che naturalmente non abbiamo trovato... Sarà per un'altra volta, cercheremo di arrivarci seguendo la carrabile di fondo valle).
In ogni caso la camminata all'ombra e nel verde e lungo il fiume ha mostrato scorci "acquatici" notevoli.




Ritornati alla macchina ci siamo regalati un pranzo ad un agriturismo quasi irraggiungibile (Agriturismo Ai CèP) ma con portate da leccarsi i baffi (a prezzi contenuti). Qui le foto della giornata.
Per ora fine... Alla prossima!

domenica 3 giugno 2018

MANIVA (CRACK!)

Finalmente riusciamo a ritagliarci una giornata di relax e decidiamo di andarcene in Maniva a fare una passeggiatina tranquilla con relativa mangiata ad uno dei rifugi/ristoranti dell'area.
Sveglia quindi all'alba (h07.00) e via abbandonando la calura della pianura! Arrivati in Maniva, rimaniamo "bloccati" dalla chiusura della strada per il Crocedomini (passo ancora chiuso) e quindi decidiamo di ridirigerci verso un circuito ad anello limitrofo al rifugio Bonardi che sembra sia facilmente percorribile per noi senza allenamento.
Il tempo purtroppo non ci è amico ma comunque, sotto un cielo plumbeo minacciante pioggia ci prepariamo alla camminata.

Ma qui succede il fattaccio! Troppo sicuro di me stesso, mentre chiacchieriamo e camminiamo sul sentiero ecco che metto un piede in fallo e CRACK! la caviglia sinistra se ne va per i fatti suoi.
DOLOREEEEEE! Visti i mie trascorsi e la mia esperienza in distorsioni tizio/tarsiche, ho capito subito che non era cosa da poco e quindi con rammarico (e conseguente incazzatura) ci prepariamo tornare alla macchina (sob, sob, sob...).
Naturalmente comincia poi a piovere e quindi oltre al danno la beffa...
Giordana intanto sacrifica un sacchettino porta fazzoletti riempiendolo di neve per tenere un po' al fresco la caviglia e limitarne il gonfiore... Scendendo poi incrociamo un gruppo di pastori che voleva trasportare la mandria (mucche e pecore) agli alpeggi ma trovando la strada chiusa sono stati costretti a far scendere gli anomali dai camion e cominciare da lì la "transumanza"...


Rientrati alla macchina, decidiamo comunque di rifocillarci al ristorante e via quindi con penne al ragù di cervo, ravioli al bagoss e noci, formaggio fuso con polenta e funghi e torta di mele finale.
E poi il rientro a casa a rilassare la caviglia passando dai 14 gradi (con pioggia anche battente) ai 30 di Bovezzo...
E' andata così... la caviglia gonfia (e chissà quando riuscirò a riprendere a camminare decentemente senza dolori...), la giornata "rovinata" e la prospettiva di un altro stop alle camminate!
Guardiamo avanti fiduciosi comunque...
Le poche foto (15), le potete trovare qui. Alla prossima (speriamo presto)! 
  

sabato 2 giugno 2018

lunedì 28 maggio 2018

mercoledì 23 maggio 2018

domenica 6 maggio 2018

FORESTE CASENTINESI - 26/30 APRILE


Finalmente trovo un attimo di tempo e tento di raccontare lo scorso uicchend lungo.
Partiti il 26APR e diretti nelle Foreste Casentinesi, siamo arrivati a Casa Santicchio nel primo pomeriggio dove ci hanno accolto splendidamente i proprietari/gestori del Rifugio B&B (qua potete accedere direttamente al sito ufficiale della struttura). 
Casa Santicchio
Marzio e Laura (milanese lui, piemontese lei credo) quindi ci hanno fatto sentire immediatamente a casa e ci hanno dato le prime indicazioni per una "sgambata" ad anello attorno al rifugio.
Partiti zaini in spalla, al primo bivio ci siamo dimenticati delle indicazioni di Laura e girando dalla parte "sbagliata" ci siamo persi un punto panoramico sulla valle sottostante.
Pazienza… la camminata è stata comunque piacevole e siamo stati accompagnati per il tutto il percorso dalla guida locale Rita che oltre ad indicarci la retta via si sollazzava ad ogni pozzanghera per alleviare il caldo che nonostante tutto si faceva sentire…

Rita.. 

Al rientro del giro, un cartello appeso sul cancello della casa ci avvertiva di NON FARCI SEGUIRE DAL CANE! "NON SA TORNARE A CASA!" e dire che noi confidavamo sul fatto che avevamo la guida in caso di perdita del sentiero… 
In realtà ci hanno poi spiegato che Rita tende a mettersi in cammino coi i viandanti e finché si tratta di giri ad anello che ritornano al Rifugio non ci sono grossi problemi; problemi ci sono, e ci sono stati secondo i racconti, quando segue i pellegrini che percorrono questo tratto della Via Romea in quanto poi si ritrova in paesi a lei sconosciuti e quindi Marzio o Laura devono andare poi a recuperarla.

Rientrati comunque tutti e tre sani e salvi, ci siamo gustati la cena SPAZIALE tutta per noi (arrivati appena fuori dai ponti, la prima sera eravamo gli unici avventori…): tagliatelle fatte in casa ai funghi prugnoli (mai sentiti prima e naturalmente mai assaggiati prima ma in realtà buonissimi! qua il collegamento a wikipedia per la spiegazione tennnnnica) e una tagliata di manzo che si scioglieva in bocca da quanto era favolosa accompagnata da zucchine e verdurine varie cucinate per l'occasione da Marzio (di solito è Laura che si occupa della cucina…) ma tutto veramente buonissimo.

La mattina dopo, dopo una colazione energeticamente corroborante, ci siamo fondati a Chiusi de La Verna per una visita  dettagliatissima al Santuario dove S.Francesco prese le stimmate e del quale mi ero occupato quando ancora da geologo avevo fatto un manuale sulla strumentazione installata per il monitoraggio della roccia su cui poggia il Santuario stesso.

All'interno del Santuario si possono poi ammirare, oltre ai luoghi di preghiera e di meditazione del Santo, anche delle splendide ceramiche e maioliche di Andrea Della Robbia.
Finito il giro e ristorati da schiacciata/pizza toscana, ci siamo "persi" in un giro ad anello anche questo fantastico nel Bosco Sacro di S.Francesco 

Dalla cima del Monte Penna poi, ci siamo gustati una panoramica completa sulla valle sottostante…


Rientrati alla base e rifocillati da altra cena sopraffina (e come vedremo anche per i giorni a venire, sempre abbondante), ci siamo ritirati per affrontare la giornata successiva dedicata a Camaldoli con il suo Monastero (con quadri del Vasari all'interno della Chiesa), la sua antica farmacia e il suo Eremo.
Antica Farmacia
Al rientro, visita obbligata al Castagno Miraglia (vedi qua i dettagli di Wikipedia), un albero "monumentale" pluri centenario appena fuori l'abitato di Camaldoli.
Castagno Miraglia 

L'ultimo giorno, niente ascetismo ma solo camminate appena sopra a Badia Prataglia dove abbiamo raggiunto Passo Fangacci percorrendo un sentiero immersi in una faggeta super fresca…


Ultimo stop, il giorno del rientro siano passati da Pieve S.Stefano la città dei diari. Qua ci siamo fermati a visitare il "Piccolo Museo Del Diario" che rappresenta, come descritto dal sito ufficiale, "…è un intenso percorso multisensorialee interattivo nato per raccontare l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve S.Stefano e le preziose testimonianze autobiografiche che esso conserva".
Ci siamo persi all'interno delle tre stanzette del museo per più di due ore ad ascoltare, guardare, sentire le testimonianze presenti e riprese delle installazioni preparate. 
E' un'esperienza difficile da raccontare questa visita. La cosa migliore che posso consigliare è quella di andare là e visitare il museo (e soprattutto restarci per l'intera giornata…)

Alla fine, ci siamo gustati delle giornate splendide sia da un punti di vista paesaggistico che culturale. Abbiamo mangiato bene e tanto (2 KG! Marzio e Laura mi avete fatto ingrassare di 2 KG!). Siamo stati bene e circondati da persone eccezionali che spero di rincontrare in futuro.

E come sempre qui tutte le foto. Alla prossima!!!