lunedì 20 settembre 2010

IL LIBRO DEL MESE (SET2010)

Oggi parliamo di...... "Venezia è un pesce. Una guida" di Tiziano Scarpa. Si tratta di una vera e propria dichiarazione d'amore per la sua città (lui, veneziano DOC!) che viene raccontata attraverso le sensazioni che i cinque sensi ci possono trasmettere. Che dire al riguardo.... non saprei aggiungere nient'altro che la bellezza della lettura di questo tascabile ed il piacere che si ha "sentendo" quello che Scarpa ci racconta. Venezia vista con i suoi e i nostri occhi, sentita con le sue e le nostre orecchie e con le sue e le nostre mani.
Sono stato due volte a Venezia in vita mia e quello che più mi ha colpito in questo libro è che .... nulla di quello che ricordavo sono riuscito a ritrovare nel libro perché Scarpa ci racconta di una Venezia che noi, non veneziani, non sappiamo "sentire".
Bello; mi è venuta naturalmente voglia di tornarci per vivere la città come lui ce la racconta. La poesia che si trova in questa mini-guida della città è qualcosa di impalpabile tanto è delicata e ricca di tenerezza. Non posso fare altro che inchinarmi ad un libretto così bello e naturalmente consigliarlo a chiunque, veneziano o no, sia stato o meno a Venezia.
E chiudo l'omaggio alla città con una mia foto fatta ormai quasi 20 anni fa (e recuperata dall'archivio di stato....) che mi è ritornata in mente proprio leggendo quelle pagine di Tiziano Scarpa. Consigliatissimo! Al mese prossimo!

domenica 19 settembre 2010

4 PASSI A BRESCIA

Viste le piogge torrenziali che hanno inondato il nord, abbiamo passato una domenica tranquilla passeggiando da veri turisti nel centro storico di Brescia. La giornata solare e luminosissima ha messo in gran spolvero le bellezze di questa parte della città che ancora non conoscevo. Il centro storico è molto carino; in alcuni punti mi ricordava i paesini della riviera ligure per le case con colori accesi e caldi (ho un ricordo di una via di Rio Maggiore che aveva gli stessi colori) e poi i vicoli attorno che si dipartono dalla strada principale. L'architettura poi mischia diversi stili ed epoche storiche: il romanico che si affianca e appoggia al rinascimentale e al gotico danno un senso di continuità temporale che non ho visto in altre città (spesso capita che uno degli stili si sovrapponga e cancelli la presenza di quello più antico).
Ad un certo punto siamo usciti in Piazza della Loggia (luogo famoso non certo per la bellezza architettonica...) e devo dire che mi ha impressionato per l'ampiezza ed il respiro che questa piazza rende all'ambiente circostante.
Piazza della Loggia
Naturalmente non ho potuto esimermi dall'andare a vedere il punto dove il 28 maggio 1974 scoppiò la bomba.... Qui mi ha colpito una persona (avrà avuto 35 anni) che raccontava al figlio (7-8 anni) dell'attentato e gli diceva che non bisognava dimenticarsene.
E poi girare e rigirare per le stradine attorno sempre con il naso in su per vedere palazzi, case, il Duomo (sia quello vecchio che quello nuovo...), balconi, viuzze ecc. ecc. ecc. Insomma, un posto bellissimo da visitare e da raccontare.
Un'ultima cosa che non c'entra molto con l'architettura cittadina.... rientrando verso la macchina, c'è un semaforo pedonale che indica i secondi che si deve attendere prima che cambi il colore! Bellissimo! non avevo mai visto una cosa del genere!!!
Le altre foto di rito, al solito, sull'album relativo. Un'ultimissima cosa: i termini "rinascimentale", "romanico", gotico" che ho inserito nel post sono naturalmente usati a sproposito: non ho assolutamente conoscenze architettoniche tali da poterli usare correttamente ma tant'è..... stavano bene! Alla prossima!

giovedì 16 settembre 2010

SPYRO GYRA AL BLUE NOTE

CHE SPETTACOLO!!!
Una band in pista dal 1974 (e che avevo già visto altre due volte negli anni novanta...) ha dato spettacolo stasera al Blue Note di Milano con un'interpretazione GRANDISSIMA! Comandata sul palco dal leader Jay Beckenstein (al sax, al centro nella foto) che si è esibito in un po' di duetti col prode Julio Fernandez (alla chitarra, a destra nella foto) hanno fatto sentire sia pezzi "anziani" dell'inizio della carriera che pezzi nuovi. Partiti col piglio giusto, il concerto è stato un crescendo di coinvolgimento emotivo anche per merito del pubblico che seguiva il ritmo che la band ha impresso alla serata.
Insomma, uno spettacolo veramente bello che ha anche offerto due "virtuosismi" da me mai visti: al batterista, che accompagnava con suoni vocali la musica, si è smollata l'asta del microfono e quindi si è visto costretto a tenerlo con una mano mentre con l'altra continuava a suonare. Non ce ne siamo accorti (ed io ero vicino al palco!!!!) finchè non lo abbiamo guardato. L'altra particolarità riguarda il capo: mentre suona il sax tenore (tenendolo con una mano...) prende l'altro sax (contralto) con l'altra mano e comincia a suonarlo contemporaneamente all'altro per diversificare la melodia!!! Mai vista una cosa del genere! In ogni caso, se vi piace il jazz rilassante (altri la chiamano fusion, cool jazz o altro...) cercate di non perderveli. A Milano fino al 18 al Blue Note. Alla prossima!!!!
Nella foto, gli SPYRO GYRA sono:
Jay Beckenstein- SAX (terzo da sinistra)
Julio Fernandez- GUITAR (ultimo a destra)
Tom Schumann - KEYBOARD (secondo da sinistra)
Scott Ambush - BASS (primo a sinistra)
Bonny B - DRUMS (penultimo a destra)

mercoledì 15 settembre 2010

E..... AUGURI!!!

Ed è ancora tempo di auguri!!!
Auguronissimi per uno splendido compleanno!

sabato 11 settembre 2010

VAL DI FUMO

Uscita stavolta non domenicale scegliendo di lanciarci in una camminata tranquilla in Val di Fumo il sabato. La data non è certo una data poco importante, ricca di ricorrenze (11/09/2001, l'attacco alle Torri Gemelle; 11/09/1973, il colpo di stato in Cile ... tanto per fare due esempi) ma tant'è....! Un attimo solo per ricordare e poi ... via! In cammino!
Vista della valle con il massiccio dell'Adamello sullo sfondo

Geograficamente parlando, la Val di Fumo, dominata dal massiccio dell'Adamello, è la prosecuzione della Val Daone (si riveda il post del capodanno 2009 chi vuole) e la passeggiata di 2 ore circa ci permette di raggiungere il rifugio omonimo dove ci aspetta una polenta con cervo o goulash o formaggi a scelta, o canederli, ecc. ecc.... (giuro... non era questo lo scopo della gita! Certo, ci siamo affrettati per arrivarci prima delle retrovie con la minaccia di esaurire le scorte gastronomiche del rifugio... ma non abbiamo corso rischi in tal senso). A parte questi non da poco particolari, la giornata è stata bella, calda (ma non afosa) e ricca di incontri: uno scoiattolo (ma eravamo ancora in macchina...), una pecora raminga e solitaria che correva sul crinale manco fosse una capretta, una vipera (morta per fortuna), un po' di cavalli che si lanciavano sulle vettovaglie dei pochi e ignari gitanti che si erano stravaccati sul prato e poi spazi aperti, colori che solo le montagne trentine sanno dare (e qui se la pro loco non mi invita dopo questa sbrodolata....) e poi risate e divertimento. Il dislivello è stato rassicurante a parte uno "strappetto" per giungere al rifugio ma niente di preoccupante. Lì poi abbiamo fatto il pieno con polenta con carne e funghi e, naturalmente, il dolce. Il rientro è stato purtroppo troppo anticipato: il solito dolore al tendine (stavolta ancora più forte) non mi ha fatto apprezzare al meglio le bellezze della giornata che comunque è stata altamente positiva. Le foto complete, al solito, sull'album. Alla prossima!


Naturalmente... non sono stati fatti prigionieri....!

domenica 5 settembre 2010

I 30 PASSI

...tranquilli! Non è la riduzione televisiva per la regia di Anton Giulio Majano del film "I 100 passi"! Non è un compendio di Selezione del Readers' Digest! Si tratta di una passeggiatina tranquilla sulla sponda bresciana del lago d'Iseo con partenza da Zone e arrivo sulla cresta dei 30 passi da cui si gode una vista "mozzafiato" del lago d'Iseo (dove spicca Monte Isola) verso sud e l'inizio della Val Camonica, con ben visibile la foce dell'Oglio (che appunto alimenta il Lago d'Iseo) verso nord.
Veduta verso Nord
Ma andiamo in ordine.... Partenza da Zone, paese famoso "all over the world" per le sue "Piramidi di terra": si tratta di formazioni argilloso/marnose di forma pinnacolare che l'erosione del vento ha lasciato con un "cappello" di roccia più resistente (probabilmente lasciata dal ghiacciaio, quando ha modellato l'intera valle). Lasciata la macchina abbiamo cominciato a salire tranquillamente su un sentiero stile "autostrada" fino allo strappo finale dove, completamente all'aperto, siamo riusciti a raggiungere la cima dei 30 passi (chissà poi perché la chiamano così.... ne avremo fatti tremila di passi!!!).
Da qui si gode un panorama bellissimo: tutto il lago d'Iseo con Monte Isola in primo piano verso Sud mentre verso Nord si vede l'inizio della Val Camonica con l'estuario del fiume Oglio che danno il là al lago. Vedere le foto per credere!
Il lago d'Iseo verso Sud

La foce dell'Oglio e l'inizio della Val Camonica
.
In più abbiamo trovato anche qualche funghetto... e alla fine abbiamo fatto anche una puntatina al Bosco degli Gnomi (che sarà oggetto di un'altra uscita più dettagliata...). Le foto complete, al solito, sull'album. Un'ultima notazione tennnnnica: la nokia ha chiuso il sito dello Sport Tracker (per aprirne uno nuovo senza importare tutti i percorsi..., quindi non ci sono link al percorso del telefonino (sgrunt!). Il brutto è che TUTTI i link dei post "antichi" sono ormai persi.
Mi sa che dovrò passare presto all'I-Phone...

venerdì 3 settembre 2010

AUGURI RAGAZZO! ! !


Che dire.... per certe persone il tempo sembra non passare mai....!

martedì 31 agosto 2010

PIZZATA POST-FERIE

Terminate le sacrosante vacanze e rientrati ormai tutti al lavoro, non ci si poteva esimere dal celebrare l'evento (la fine di agosto, San Canio, l'inizio di una nuova stagione "agonistica" ecc. ecc. ecc....) con una sana pizza napoletana verace sempre in calce...Eccoci quindi ben in sette stavolta: io, IlDorico,MariettoNostro, AleCremo, Nicova (reduci anche dalla "pizzata d'altri tempi" di agostiana memoria (si riveda, se si vuole, il post Chiassoso o il post del Dorico) a cui si sono aggiunti il prode Carletto (un rientro! Quando c'è da mangiare.... Carlo non può certo mancare) e Nuccia(che ha saltato la pizza ripiegando su una più sobria porzione di patate arrosto....).
Solite risate, chiacchiere (senza distintivo...) e dissertazioni su zaini, scarponi e ammennicoli vari per una corretta uscita in montagna, sulla programmazione delle prossime uscite e chiusura da parte di molti con la immancabile pastiera napoletana.
Sazi e satolli, abbiamo chiuso quindi la serata (che disastro la divisione per 7..., ci siamo dovuti affidare alla calcolatrice... a mente non ci riuscivamo bene!!!!) e a nanna! Alla prossima!
Dimenticavo: Mario stavolta non si è fidato della Ciociara e ha ripiegato su una più "modesta" pizza con la salsiccia... che non sembra l'abbia affaticato come l'altra. Altre amene informazioni si possono naturalmente trovare sul Blog del Dorico mentre le foto, al solito, sul link "in calce..."

martedì 24 agosto 2010

AZZORRE: IL RIENTRO

Ebbene sì.... rientrati alla base. Due settimane da ricordare per i paesaggi, le risate, le mangiate, le mucche, le ortensie, i vulcani, il trekking e la calma di una vita che, anche se in vacanza, non ha i ritmi dello stress milanese.
Ma andiamo con ordine.... partenza da Malpensa all'alba e arrivo a Sao Miguel attorno a mezzogiorno: scaricati i bagagli all'albergo, breve sosta all'ufficio turistico e via in giro per Ponta Delgada! Dopo una cena "frugale" (ma quale! avevamo una fame da lupi!!!), nanna e pronti per il trekking della mattina successiva. All'alba cerchiamo di prendere l'autobus per Sete Cidades da dove sarebbe dovuto partire un trillo attorno ai due laghi vulcanici.... e qui abbiamo avuto il primo impatto con gli orari degli autobus....Questi meritano una spiegazione un po' più dettagliata; in Portogallo esiste uno strano modo per indicare i giorni della settimana (ma questo lo abbiamo capito poi solo verso la fine...): i giorni feriali vengono definiti dalla 2a feria (il lunedì) alla 6a feria (il venerdì) e poi il sabato e la domenica... ma gli orari degli autobus sono una combinazione di vari riquadri dove sono indicate le partenze dei giorni feriali ma con enne rimandi a seconda delle eccezioni!!!! Morale: quel giorno (il 7 agosto) era sabato e l'autobus che volevamo prendere (e che tra l'altro abbiamo scoperto poi non sarebbe andato dove volevamo andare...) era partito un quarto d'ora prima di noi.... Beh. Dopo un'attesa di un'ora, abbiamo preso un taxi che ci ha portato all'inizio del sentiero. Da qui... tutto splendido! Paesaggi a metà tra l'Irlanda (il verde e le dolci collinette) e le nostre Alpi (le mucche) con un "pizzico" di ortensie spruzzato qua e là (un "pizzico"... ce ne sono a milioni! Guardare gli album fotografici per credere!). Qui c'è il link per vedere il percorso tracciato dal telefonino!
Il giorno dopo, partenza per la seconda isola: Terceira! Anche qui panico iniziale da auto a noleggio: le vie della capitale Angra de Heroismo (l'eroismo probabilmente è dato dal riuscire ad uscire vivi dal dedalo delle viuzze!!!) sono da PAURA pensando anche alla cauzione lasciata all'autonoleggio. Comunque sia, anche qui appena lasciate le valigie in albergo (sul mare...) tuffo in spiaggia per il primo bagno oceanico! E qua... spettacolo con la nuova macchinetta subacquea...E poi.... giro in città, cozido serale (mega stufato di carne cotto in pentolone) e ancora giro dell'isola in macchina e primo incontro con un altro "abitante locale", ortensie, panorami mozzafiato, bagni in mare, scogliere, ecc. ecc. ecc.Terminati i tre giorni di routine, ci siamo spostati a Graciosa, l'isola della lentezza. Mai tale definizione fu più azzeccata! Quattro giorni vissuti in un mulino all'insegna dello svacco completo, dei bagnetti sulla spiaggia pressoché antistante il mulino, qualche foto dei pescetti e un tentativo di trekking (sentiero non trovato e grotta chiusa...), che si può andare a vedere sul link seguente (Furna de Enxofre) e un'altra avventura con gli autobus locali ed i suoi orari (anche qui incomprensibili). Finalmente ci schiodiamo da Graciosa ed approdiamo il giorno di ferragosto a Faial, l'isola dei naviganti. Ci accoglie Pico, il vulcano dell'isola omonima di fronte (mezz'ora di traghetto) che poi rimarrà nascosto pressoché per tutta la durata del nostro periodo a Faial. L'isola è famosa per diversi motivi: è il punto di approdo per i velisti trans-oceanici; è l'isola dove è presente un vulcanesimo abbastanza recente (la penisola del Capelinho, vulcano creatosi in acque antistanti la punta occidentale dell'isola nel 1958 e unitosi poi all'isola per le ceneri e le scorie eruttate); il libro di Tabucchi La donna di Porto Pim (quartiere del porto di Horta, il capoluogo dell'isola, e ben visibile nella foto); è l'isola di Peter, un'istituzione locale che, narra la leggenda, accoglie tutti i trans-migratori velici e dove il suo bar (il Peter's Cafè Sport) è diventato punto di incontro di velisti e affini (insomma... un locale mooooolto fashion pieno di freakkettoni... e pieno di gadget per turisti); è l'isola da dove partono numerose spedizioni di avvistamento balene, delfini e tante altre amenità.... (prima fra tutte: nonostante il posto sia turistico, la domenica sera in cui siamo arrivati, stanchi e affamati, NON ABBIAMO TROVATO UNO STRACCIO DI RISTORANTE APERTO!!! Ci siamo "ridotti" a mangiare una bifana ad un baracchino aspettando "tranquillamente" il nostro turno, vista la flemma con cui i gestori servivano i commensali... e rinunciando al bis nonostante la fame per evitare di dover aspettare l'alba assieme all'altro panino...)
Per farla breve, comunque, abbiamo girato l'isola in scooter (prendendo anche una mezza giornata di pioggia insistente durante la visita al Capelinho) e non ci siamo fatti mancare la circumnavigazione della Caldeira dove ortensie, mucche e trillo pedestre ci hanno fatto compagnia per tutto il tragitto. Restituito lo scooter alla fine del noleggio (da notare che ho fatto ben 1 euro di benzina per restituirlo col pieno!!!) e dopo un breve mordi-e-fuggi su Pico (giusto per dire che abbiamo fatto un'altra isola....) abbiamo preso l'ultimo volo interno per tornare a Sao Miguel, stavolta area orientale dell'isola, dove ci siamo dilettati nell'ultima giornata di vacanza in un giro della caldera di Furnas e riposati alle terme dell'albergo dove stanziavamo in vista della giornata finale che, con sveglia alle prime luci dell'alba, ci ha riportato nella frenetica metropoli lombarda.
Alla fine ci rimangono gli occhi pieni di ortensie, di venti, di verde, di azzurro del cielo e del mare, di mucche, di odori e sapori delle isole (la BIRRA!!!! La Imperial, la Sagra, la Superbock e la spagnola Especial: veramente gustosissime!!!) e la voglia di tornare per fare le altre isole (e trekking annessi) che non siamo riusciti a fare: Pico (l'ascesa a Pico, coi suoi 2361 m è la montagna più alta dell'arcipelago); Flores con le sue cascate e Corvo con i suoi percorsi di trekking. E poi.... le balene.... mi sarebbe piaciuto vederle da vicino ma non c'è stato proprio il tempo. Per ora mi devo accontentare della foto che ho scattato.... alla foto della locandina.
Ora siamo qua; in attesa di riprendere a lavorare (una settimana di ferie per riprendersi dalle ferie ci vuole sempre secondo me...) vi lascio con la voglia di ripartire e con i dettagli tecnici del viaggio (il link è sull'album fotografico): 6-8 agosto Sao Miguel (Ponta Delgada); 8-11 agosto Terceira (Angra do Heroismo); 11-15 agosto Graciosa (Praia); 15-18 agosto Faial (Horta); 19-20 agosto Sao Miguel (Furnas).
Un'ultima annotazione: si mangia abbondantemente con 12-15 euro (carne e/o pesce) e, come termine di paragone, il costo del caffè al bar si aggira sui 60 centesimi. Tutte le foto (800 circa...), naturalmente, sugli album. Li ho divisi stavolta per isola, in modo da poterli vedere anche in modo più snello e comunque linkati al dettaglio del viaggio. L'album "completo" nella sezione apposita. Alla prossima!

venerdì 20 agosto 2010

IL LIBRO DEL MESE (AGO2010)

Anche se da liti remoti, non posso esimermi dal riempire la mia rubrichetta mensile con le solite fanfaronate. Oggi quindi parliamo di Massimo Lolli e del suo Il lunedì arriva sempre di domenica pomeriggio: romanzo senza infamie e senza lode. La storia è quella di un manager di mezza età decaduto e rimasto senza lavoro (e la cosa la riesco a capire essendoci passato anch'io) che cerca di nascondere il suo status di disoccupato cercando di mantenere comunque uno stile di vita di un certo livello. Il libro usa questa storia ma in realtà racconta del problema (anche interiore) del perdere il riferimento (il lavoro) in un momento critico della propria vita (attorno ai 50 anni). In più racconta di una provincia veneta (che non conosco bene e per cui mi asterrò di esprimere giudizi, commenti o altro) che comunque potrebbe rappresentare una qualunque delle province italiane (per lo meno del centro nord): piccolo feudo, chiuso e ricco di pettegolezzi.
Un libro carino in fondo, non molto intenso ma comunque scritto bene. Leggerò sicuramente anche l'altro (Volevo solo dormirle addosso) e poi vi farò sapere se l'autore merita una sufficienza piena.
Altra breve storiella che vi racconto riguarda l'ultima "fatica" (boh?) di Nick Hornby: E' nata una star?. Brevissimo raccontino che parla di vita familiare: una mamma scopre dal pettegolezzo di una sua vicina che il figlio adolescente (che lei crede sia una persona normalmente mediocre, visto che non ha alcuna eccellenza né a scuola, né nello sport, né in altro...) abbia in realtà una dote "nascosta": è infatti un attore hard visto che la dote è ben ... nascosta!!! I pensieri di lei, del marito e il confronto con il figlio fanno pensare al rapporto genitori/figli. Il modo con cui cerca di spiegarsi da abbia preso questa "super-dote", il confronto poi con il marito, con la sorella ed il tentativo fatto con la madre per capire se tutto aveva origine dal padre (deceduto tempo prima) fanno sorridere e meditare. Lo stile sembra riportare il vecchio Hornby (quello di Alta fedeltà) più che agli ultimi romanzi. Questo però mi ha fatto pensare a come all'inizio i suoi libri fossero incentrati sul rapporto di coppia mentre questo (e anche gli ultimi) coinvolgessero molto anche il mondo giovanile e adolescenziale soprattutto (segno forse che anche lui, come noi, invecchia?). In ogni caso, anche questo CONSIGLIATISSIMO!!! Buona lettura!!!