domenica 25 dicembre 2011

BUON NATALE ! ! !



Auguri a tutti ! ! !

martedì 20 dicembre 2011

IL LIBRO DEL MESE

Questo mese vi parlo di Silenzio assoluto di Frank Schatzing. Intrigante come al solito, questo romanzo tecnologico (letto sul mio e-reader e quindi tecnologicamente avanzato...) è un altro esempio di thriller mattonazzo che però ti appassiona sin dalle prime pagine. La storia è sicuramente molto inverosimile (un attentato all'allora presidente USA Clinton durante i lavori del G8 a Colonia) e le novità tecniche e tecnologiche non sono ormai più alla mia portata (... delle molte cose "avveniristiche" citate mi riesce difficile anche capirne il funzionamento) ma sicuramente la struttura narrativa, la tensione che rimane costante (con apici anche di altissimo livello) ed il susseguirsi di eventi (anche nella brevità della narrazione temporale) non ti permettono di stare lontano dal racconto per troppo tempo.
Insomma, una volta iniziato è difficile riuscire a staccarsi dalla storia nonostante le solite 900 e passa pagine del romanzo (e per fortuna l'ho letto in formato elettronico!!!).
Non sto qua a dilungarmi sui particolari tecnici (che tra l'altro sono estremamente interessanti) nè sulla descrizione degli eventi ma passo a descrivere brevemente i protagonisti principali: tra i buoni ci sono il geniale Liam O'Connor (fisico irlandese specializzato sulla luce e su tutti i risvolti delle onde elettromagnetiche) che si ritrova nel marasma in quanto riconosce un suo ex compagno di "baldorie" ai tempi dell'università (e che si era eclissato nell'IRA), la PR che lo accompagna nelle conferenze che dovrebbe tenere (e di cui si innamorerà perdutamente...); tra i cattivi scopriamo una killer (la migliore sul mercato) molto affascinante (tanto che quasi quasi si parteggia un po' anche per lei...) un losco figuro che fa da intermediario tra lei e uno stuolo di "faccendieri" non bene identificati.
Insomma, il libro è bello e si legge con continua curiosità (anche questo però si perde talvolta in dettagli forse sin troppo tecnici....); mi ricorda il miglior Crichton della mia gioventù...
Da leggere anche questo se vi piace il genere.
Alla prossima!

lunedì 12 dicembre 2011

domenica 20 novembre 2011

IL LIBRO DEL MESE

Rimaniamo nel giallo... e rimaniamo nei libri elettronici. Le giornate fredde mi hanno costretto a "posteggiare" lo scooter nel box e quindi ho approfittato dei mezzi pubblici per andare in ufficio iniziando a leggere Chi è morto alzi la mano di Fred Vargas.
Rispetto al libro del mese scorso (sempre di Fred Vargas), qua cambiano i protagonisti: non più l'ispettore Adamsberg ma tre amici, ognuno specializzato in un determinato periodo storico (Lucien, esperto della Grande Guerra; Marc, medievista (ma non si diceva medievalista?); Mathias esperto di preistoria), accompagnati dallo zio di Marc (ex poliziotto corrotto espulso e/o in pensione che ha affibbiato il soprannome di "Evangelisti" ai tre ragazzi) che prendono in affitto una casa di tre piani (più mansarda) ormai quasi diroccata e che occupano in modo cronologico dal basso in alto (Mathias al piano terra, Marc al primo, Lucien al secondo e infine il "padrino" nella mansarda). Vengono così a conoscere la vicina di casa, ex cantante lirica, che si trova un bel giorno un albero di faggio piantato in giardino senza che nessuno sappia niente.
L'intrigo comincia pressoché subito con la scomparsa di Sophie (la cantante) e le indagini portate avanti dai tre Evangelisti con la supervisione del "padrino" fino alla completa soluzione del caso.
Il libro mi è piaciuto molto; l'ho finito il giorno stesso in cui avevo iniziato la lettura (notare che era un giorno lavorativo e in ufficio non ho letto!) proprio per lo stile narrativo estremamente scorrevole (178 pagine "cartacee" volate in una giornata!), il fascino del mistero e la simpatia che i protagonisti trasmettevano al povero e ignaro lettore. Il finale poi, mi è proprio piaciuto: non banale né scontato ma molto ad effetto. Chiaro che non lo racconto (né il resto del libro) altrimenti perdereste il gusto della lettura ma posso assicurare che non delude.
L'ambientazione poi mi dava l'idea di un gotico surreale (sarà stato Marc, di nero vestito?) anche se non ci sono riferimenti in tal senso e inoltre le citazioni di Melville con la sua balena (e quindi con il nostro yang che si contrappone) fanno anch'esse da sfondo alla narrazione che fluisce in modo molto scorrevole.
Bello. Proprio bello. Leggerò prestissimo (spero) anche gli altri due libri con questi protagonisti, lasciando perdere Adamsberg per un po' (troppo freddo...). Leggetelo e non ve ne pentirete! Buona lettura e alla prossima!!!!

domenica 13 novembre 2011

PENTERA

Mentre i prodi curiosandi compivano l'impresa della gita n. 150, noi si faceva una bella sgambatina sopra Bovezzo (ben 500 m di quota!!!). L'estate di S.Martino ha reso la domenica tiepida e la camminata nel bosco (dove abbiamo perso più e più volte la retta via, cioè il sentiero...come si può anche vedere dalla traccia registrata con il telefonino) è stata piacevole e senza grossi sforzi nonostante l'assoluta mancanza di allenamento.
Volevamo raggiungere I Grassi (tanto per rimanere in tema con il mio giro vita...) ma senza foraggiamento (niente vettovaglie al seguito) e senza la possibilità di trovare in loco alcunchè per mangiare, arrivati in Pantera (altra località amena che i locali pronunciano "Pentera"...) ci siamo crogliolati un po' al caldo sole del mezzodì godendoci il panorama verso la pianura bresciana e i colori di un autunno ormai consolidato per poi ridiscendere verso casa per il pranzo ristoratore. La discesa nel bosco è stata altrettanto piacevole anche perchè ci siamo imbattuti in uno stuolo di chiodini pronti pronti per essere raccolti (eh che li abbiamo lasciati? Ma proprio per niente!).
Bella scampagnata, tranquilla e rilassante. Le foto come sempre (almeno fino a quest'anno) sull'album linkato QUI e in calce a lato. Alla prossima!

giovedì 20 ottobre 2011

IL LIBRO DEL MESE

Vi racconto oggi del romanzo Un luogo incerto di Fred Vargas. Innanzi tutto due precisazioni: per chi non la conoscesse già, nonostante il nome possa trarre in inganno, si tratta di un'autrice donna; seconda particolarità, si tratta della mia prima recensione di un libro letto in formato elettronico.Parliamo prima del libro però (poi passeremo ai contenuti tecnologici....): è un giallo in cui il protagonista, l'ispettore Adamsberg, viene sballotatto tra la Francia, dove lavora, e la Serbia dove si trova il perno della vicenda. La trama si sviluppa a partire da un omicidio cruento e vira su contenuti che riguardano i vampiri, le superstizioni e le credenze personali.
Adamsberg è un personaggio atipico: un po' tra le nuvole, un po' distaccato (sembra) dalla realtà ma capace di intuizioni e deduzioni che lo portano sempre sulla via della scoperta della soluzione. Non è il personaggio che si fa voler bene al primo acchito dal lettore ma mantiene comunque un certo fascino.
In totale, il libro non mi ha affascinato ma nemmeno mi è dispiaciuto: la scrittura procede svelta e fluente, i dialoghi sono chiari e ben misurati anche se.... (e qui viene la parte tecnologica) talvolta facevo fatica a capire chi era che parlava. Questo però è legato all'e-reader: per poter leggere senza cavarsi gli occhi su un monitor da 5 o 7 pollici, bisogna ingrandire il carattere (funzione comune a tutti gli e-readeer in commercio) e questo comporta che la formattazione del paragrafo ogni tanto sballa: ad esempio, soprattutto sui dialoghi, quando cambia l'interlocutore, talvolta il paragrafo non va a capo e quindi risulta poco chiaro chi stia parlando (se la persona A o la persona B...) con la conseguenza di dover ritornare sul dialogo con maggior concentrazione per capire chi stesse effettivamente parlando.
Alla fin della fiera comunque, il mio giudizio sul libro è sufficiente (anche se non entusiasmante) e consigliabile agli amanti del genere giallo-noir. Concederò sicuramente un'altra chance a Fred Vargas (stavolta su carta e magari non su Adamsberg) perché lo stile narrativo è comunque bello (mica come Annie Holt!!!). Alla prossima e buona lettura!

PS: il libro elettronico comunque è troppo comodo soprattutto quando si viaggia (per l'elevato numero di libri che ci si può portare...) e quindi la sua utilità è indubbia. Il formato pdf poi permette di leggere eventuali pezzi su un PC se si vuole continuare con schermi più grandi. Appena potrò, vedrò se un libro in formato EPUB presenta gli stessi problemi.

domenica 16 ottobre 2011

SOLFERINO e CASTELLARO LAGUSELLO

Gita cultural-storico-turistico nel mantovano. La giornata, finalmente autunnale, ci ha permesso di fare una splendida gita "fuori porta" nel mantovano.
Abbiamo visto quindi Solferino, teatro di una famosa battaglia e dove è nata di fatto la Croce Rossa, e luogo dove si trova un ossario molto impressionante e sotto altri punti di vista anche un po' "inquietante"... (vedere le foto per credere).
Ciondolando tranquillamente abbiamo fatto due passi nella piazzetta principale di Solferino per poi dirigerci a vedere la Rocca, il monumento alla Croce Rossa e, diciamolo pure, ci siamo persi anche nella lettura dei cartelli che ricordavano i momenti storici (cartelli che di solito snobbo grossolanamente). Poi siamo andati all'ossario e anche qui ci siamo goduti le spiegazioni cartellonistiche che ripercorrevano le fasi cruciali della battaglia.
L'ossario, come dicevo prima, è abbastanza impressionante: non tanto per l'inquietudine che la vista di teschi, femori e ossa sparse (anche se ben allineate...) ti mette addosso quanto per l'idea della fase di raccolta e catalogazione delle ossa dissepolte dalla fossa comune in cui erano state versati i cadaveri dei morti in battaglia (...chi diede la vita ed ebbe in cambio una croce ).Lasciato quindi alle spalle l'ossario e quindi i momenti cupi, ci siamo diretti verso un posto dove poter saziare il nostro famigerato appetito di degustatori (avevamo cioè una fame boia....!) non senza perderci nella rincorsa di uno scoiattolo che ci è balzato di lato per poi sfrecciare come se niente fosse sui rami più alti degli alberi che costeggiano il viale che porta all'ossario! Che spettacolo!!! Mai visto saltare un animaletto in quella maniera (naturalmente, non sono riuscito a prenderne neanche un baffo con la mia super macchina tecnologicamente avanzata....).
Ma la fame incombeva e quindi ci siamo diretti verso Castellaro Lagusello, borgo tra i più belli d'Italia (a quanto dicono... e forse anche tra i più piccoli!) e sede in quella giornata (ricordo che era una giornata sponsorizzata dal FAI e nel borgo troneggiavano le bandiere arancioni del Touring) di una schiera interminabile di turisti che hanno occupato tutti i posti a sedere nei pochi ristoranti esistenti! Dopo un'attesa di mezz'ora seduti ad un tavolo di un ristorante, con i camerieri che ci guardavano ma che non ci degnavano di alcuna attenzione, ci siamo alzati e ci siamo sparati un panozzo in un bar/birreria all'aperto. Tortelli e capunsei.... sarà per un'altra volta. Dopo il panozzo, giro nel borgo e dintorni (con pittori a tratteggiare la silouette della zona...) e poi rientro verso casa per una meritata e sontuosa cena!
Le foto, oltre ad essere linkate in calce, le trovate anche cliccando qua! Dal prossimo anno, l'album lo collegherò al post... l'elenco degli album si sta allungando a dismisura! Alla prossima!

domenica 25 settembre 2011

ZONE E LE TORBIERE

Giornata all'insegna della gita geografico-naturalistica internazionale visto che era presente, di passaggio da Brescia, il buon vecchio Horst. Vista anche la giornata, abbiamo optato per un percorso ad anello che ci permettesse di vedere da vicino (quasi toccare con mano!) le Piramidi di Zone (che avevo già sfiorato nell'uscita ai 30 passi).
Senza strafare ci siamo fatti il nostro bel giretto per poi dirigerci, come d'uso comune, verso un ottimo ristorantino dove abbiamo sfogato i nostri bisogni primari (casoncelli, gnocchetti allo speck, tagliatelle al ragù di cinghiale, polenta con formaggio fuso....).Con la panza piena la vita ti sorride e quindi siamo rientrati verso casa fermandoci per un "saluto" alle Torbiere del Sebino (altro posto già battuto - Torbiere): qua siamo riusciti a vedere bene la chiesa con gli interni e il chiostro e la mostra fotografica annessa. Poi a casa, cena (pizza e birra) e rientro dauntaun Novate...
Giornata naturalmente piacevolissima anche se impegantiva dovendo colloquiare sempre in inglese... e le foto, naturalmente, sull'album linkato a lato. Alla prossima!

martedì 20 settembre 2011

IL LIBRO DEL MESE (SET2011)

E questo mese si bissa. Un po' anche in concomitanza alla presentazione del suo ultimo romanzo alla appena conclusa rassegna letteraria mantovana, uno dopo l'altro a raffica raccontiamo il "continuo" del mese precedente: ancora Gianni Biondillo e il suo ispettore Ferraro stavolta nel romanzo Con la morte nel cuore dove l'autore racconta sempre della sua (e anche mia) Milano.
Questo romanzo è forse più "giallo" del precedente ma sempre raccontato con l'ironia che ha contraddistinto il precedente (sempre "spettacolari" i duetti dialettici con il suo amico/collega Comaschi) e con quella vena "milanese" che mi fa paragonare il buon Ferraro al Montalbano di Camilleri (anche qui, si presentano situazioni in cui si fa uso del dialetto milanese).
Come nell'altro libro raccontato, anche qui ho trovato una frase che mi ha fatto letteralmente rovesciare dalle risate: mentre stanno seguendo con la logica che contraddistingue i due investigatori nostrani un fine ragionamento per dare una svolta alle indagini, Comaschi dice a Ferraro di ... smettere di fare della tetrapiloctomia. Allo sguardo basito di Ferraro, Comaschi spiega di smettere di "spaccare il capello in quattro"! E se questa non è comicità stile muppet show......! Leggetelo! Leggeteli tutti! Soprattutto se siete di Milano (o dintorni) o abitate o avete abitato a Milano e potete riconoscere i luoghi descritti. Ma anche se non conoscete Milano, leggeteli lo stesso; ne vale veramente al pena! Super consigliato!!!

domenica 18 settembre 2011

ALTOPIANO DI CARIADEGHE

Liberi da impegni personali, da remore morali e da atteggiamenti dogmatici (non so cosa volessi dire ma mi piaceva infilare la frase....) ci decidiamo finalmente a uscire e tornare sulle impervie montagne bresciane (ma saranno poi così impervie?) per l'ultima uscita d'estate (non si può andare contro il calendario! Il 23 settembre sarà l'equinozio di autunno e sicuramente non si faranno altre uscite prima di tale data...) e con un tempismo perfetto riusciamo a beccare una giornata uggiosissima dopo aver sofferto un caldo torrido dal rientro delle vacanze. Ottima scelta! In ogni caso, ci siamo avventurati sull'altopiano di Cariadeghe (zona carsica del bresciano che, così recita la guida, "... nulla ha da invidiare al carso friulano"), in località Serle.
Naturalmente abbiamo visto poco sempre immersi nelle nuvole...
Il sentiero che avevamo scelto era quello che ci doveva portare in cima al Monte Ucia e da lì godere un paesaggio mozzafiato che ci avrebbe permesso di vedere persino il lago di Garda!
Naturalmente non si vedeva niente..... immersi nelle nuvole abbiamo pure perso il sentiero e quasi alla cima abbiamo desistito per rientrare al rifugio dell'Alpino dove ci aspettava una tavola imbandita coi prodotti locali (casoncelli e tasca ai funghi porcini, per la cronaca....) gestita da una coppia di Amalfi (!!!!).....Il sentiero comunque è comodo (almeno nella parte che abbiamo percorso) e per niente faticoso e quindi i 300 m di dislivello ci hanno permesso di rodare le gambe per le prossime uscite (tra le quali rientreranno anche gli altri sentieri più "carsici" della zona). Per ora ci accontentiamo del pasto "frugale" consumato, dello scoiattolo che ci ha attraversato la strada per scomparire velocemente su un albero, delle tracce di sentiero che ci porteranno nei giorni a venire a visitare meglio la zona carsica dell'altopiano (e quindi cercherò di resocontare meglio le successive peripezie!). Le poche foto fatte stavolta, al solito sull'album linkato in parte. Alla prossima!!!!